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Trento
20 giugno | 21:47

Mancano spazi per i corsi di italiano per stranieri, Zanella: "Le misure di inclusione sono un investimento necessario nel futuro di un territorio che sta invecchiando"

Gli spazi a disposizione per i corsi di italiano per stranieri a Trento non bastano. Il consigliere Zanella: "Il numero delle persone che chiedono di poter accedere ai corsi è sempre più elevato, mentre gli spazi a disposizione con una certa continuità di fruizione sempre meno. Necessario garantire luoghi in comodato d'uso gratuito: le misure di inclusione delle persone straniere sono un investimento (necessario) nel futuro di un territorio che sta invecchiando"

Mancano spazi per i corsi di italiano per stranieri, Zanella

TRENTO. "Nel contesto migratorio, conoscere la lingua del Paese di accoglienza, significa non solo avere la certezza di potersi muovere in autonomia e di soddisfare i propri bisogni primari di vita, ma anche partecipare pienamente alle attività della comunità ospitante e interagire adeguatamente in situazioni in cui è in gioco l’esercizio dei propri diritti e doveri". Questa, la premessa del consigliere provinciale Paolo Zanella (Futura), che in un'interrogazione affronta una questione che necessita di urgenti risposte: quella relativa alla carenza di spazi, a Trento, destinati ai corsi di italiano per cittadini stranieri.

 

Del problema se ne è parlato a più riprese e a 'denunciarlo' è stata in particolare la Rete Italiano a Trento, che durante una conferenza stampa, tenutasi il 14 giugno, aveva ribadito: "Chiediamo alle istituzioni azioni concrete - era stato affermato durante l'incontro dai referenti delle associazioni parte della Rete -. Il dialogo con l'amministrazione comunale di Trento ha già portato ad alcuni passaggi cruciali: è stato concesso ad esempio l’utilizzo della circoscrizione di San Giuseppe/Santa Chiara. Ciononostante, gli spazi sono sempre insufficienti e, a fronte di un elevato numero di volontari che consentirebbe di accogliere molti più corsisti, siamo costretti a ricorrere alle liste d'attesa". 

 

"La carenza di competenze linguistico-comunicative di base è uno dei fattori che ostacolano un dinamico processo di integrazione nel tessuto economico, sociale e culturale nel paese di accoglienza del cittadino straniero - prosegue Zanella -. L'insegnamento della lingua ai cittadini stranieri adulti, e soprattutto a quelli di più recente immigrazione, assume quindi una funzione chiave per l’accoglienza e l’avvio del cammino verso l’inserimento sociale", fa notare.

 

Sul territorio vengono messi a disposizione corsi garantiti dai volontari, servizi altrimenti di fatto assenti, come nel caso dei corsi per donne con servizio di baby-sitting o rivolti a persone che non possono accedere ai servizi istituzionali. Possibilità fondamentali e irrinunciabili per quei cittadini che, giunti in Trentino, hanno bisogno di imparare l'italiano: "Molte realtà che compongono la Rete italiano a Trento organizzano da anni corsi di italiano per stranieri e straniere, offrendo un importante servizio per moltissime persone. Enti che hanno sempre agito a titolo gratuito o attraverso liberalità di singoli cittadini, reperendo spazi pubblici dove poter insegnare come sale circoscrizionali, biblioteche o altri luoghi".

 

"Il numero delle persone che chiedono di poter accedere ai corsi è sempre più elevato, mentre gli spazi a disposizione con una certa continuità di fruizione sempre meno, come le stesse associazioni hanno denunciato recentemente". Per questo, Zanella ha deciso di interrogare la Giunta, chiedendo "se si pensa di garantire alle associazioni di volontariato luoghi idonei di proprietà della Provincia, da dare in comodato d'uso gratuito e se non si ritenga di considerare le misure di inclusione delle persone straniere un investimento nel futuro di un territorio che sta invecchiando e nel quale manca popolazione attiva e che gioverebbe in termini di coesione sociale da progetti di integrazione", conclude. 

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